Costruire la rete ecologica provinciale lungo il Po

Interventi di ripristino ambientale e tutela della biodiversità nella Riserva naturale Isola Boscone


Committente: Riserva naturale/SIC/ZPS/Zona Ramsar Isola Boscone
Partner: CRA – Centro di Ricerca per la Selvicoltura di Arezzo, Civicamente

Il contesto
L’Isola Boscone giace lungo il corso del Po e ospita il secondo bosco naturale della provincia di Mantova. Si tratta di un biotopo costituito essenzialmente da cenosi forestali a Salice bianco (67 ettari) con sporadici raggruppamenti di Pioppo bianco, P. nero e P. x euroamericana, oltre che da ambienti di acque lentiche (lanche) e lotiche (il fiume Po).

L’isola, ormai saldatasi alla terraferma, si è originata nella sua forma attuale a partire dagli anni ’70 con il deposito di alluvioni fluviali sulle quali si insediò un bosco pioniero di Salice bianco che, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, entrò in crisi. Nel 2005, infatti, circa l’80% delle piante di Salice risultavano secche senza che vi fossero nuclei di rinnovazione di consistenza tale da garantire la perpetuità del bosco.

 

Il progetto
Il carattere transitorio dei boschi di Salice bianco, le mutate condizioni ecologiche legate all’abbassamento dell’alveo di magra del Po, il completo abbandono della gestione dell’area protetta registratosi alla fine degli anni ’90, hanno determinato la necessità di ripristinare gli ambienti naturali presenti nella riserva inducendo artificialmente la successione dei saliceti verso le formazioni climaciche del Querco-Ulmeto e intervenendo su di una lanca interna per incrementarne le potenzialità ecologiche.

Le opere di ripristino ambientale hanno quindi riguardato 34 ettari di habitat forestali e 3 ettari di habitat acquatici.

Contestualmente  sono stati eseguiti interventi di ripristino della rete dei percorsi ciclopedonali e di allestimento di aree di sosta e osservatori faunistici.

Nell’ambito del progetto, inoltre, sono stati condotti studi per la definizione delle dinamiche dei boschi ripariali lungo il medio corso del Po (realizzati dal CRA – Centro di Ricerca per la Selvicoltura di Arezzo) e realizzati strumenti di comunicazione dell’area protetta come depliants [link al .pdf “Pieghevole Boscone”] e adesivi, il sito web della riserva e una pubblicazione che focalizzasse le tematiche trattate.

 

Obiettivi del progetto

  1. Conservare gli habitat forestali innescando la successione dei soprassuoli senescenti di Salix alba con cenosi mesoigrofile del Querco – carpinetum boreoitalicum ulmetosum.
  2. Incrementare le potenzialità degli habitat acquatici e di interfaccia con interventi finalizzati alla rinaturalizzazione di una lanca.
  3. Diversificare gli habitat per incrementare la resilienza complessiva dell’ecosistema.
  4. Promuovere attività sperimentali applicate agli habitat fluviali riproducibili in contesti simili.
  5. Aumentare l’accessibilità alla riserva naturale per incentivare forme di fruizione eco-compatibile e veicolarne la conoscenza.

Risultati

  1. Ripristino di 34 ettari di ambienti forestali previa sostituzione del saliceto senescente con sistemi macchia-radura riconducibili al Querco-Ulmeto.
  2. Rinaturalizzazione di una lanca attraverso interventi di risagomatura spondale, creazione di isolotti artificiali e impianto di frange di vegetazione igrofila.
  3. Diversificazione degli habitat terrestri attraverso: l’ottimizzazione del rapporto bosco-radure, il rilascio di frange di bosco stramaturo nelle porzioni perimetrali e di singoli individui senescenti negli appezzamenti di neo-impianto.
  4. Attività di ricerca previa stipula di convenzione con l’Istituto Sperimentale per la  Selvicoltura di Arezzo. Risultati della ricerca: 1) analisi storica dell’evoluzione delle cenosi forestali ripariali dell’Isola Boscone con specifica attenzione alla definizione delle driving forces e dei fattori limitanti la successione tra Saliceto e cenosi mesoigrofile del Querco-ulmeto; 2) indagine bibliografica finalizzata alla redazione dello stato dell’arte delle conoscenze sulle formazioni ripariali arboreo-arbustive della Pianura Padana e alle problematiche gestionali ad esse connesse.
  5. Realizzazione di strumenti comunicativi: sito web della riserva, depliants divulgativi, adesivi e  pubblicazione.
  6. Ripristino delle condizioni necessarie alla fruizione a scopi didattici e scientifici della riserva naturale.

 
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